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Prima dell'arrivo degli europei, il territorio che oggi conosciamo come Utah era abitato da diverse tribù di nativi americani, tra cui gli Ute, i Paiute, i Goshute, i Navajo e gli Shoshone. Queste tribù vivevano in comunità autonome, cacciavano, pescavano e praticavano l'agricoltura.
La prima esplorazione europea documentata del territorio dello Utah risale al 1775, quando i padri francescani Francisco Atanasio Domínguez e Silvestre Vélez de Escalante attraversarono la regione durante una missione per trovare una rotta tra il Nuovo Messico e la California. Tuttavia, alcuni storici suggeriscono che il primo europeo a esplorare la zona potrebbe essere stato Garcia Lopez de Cardenas, nel 1540.
Fino al 1821, il territorio dello Utah faceva parte del Vicereame della Nuova Spagna, un vasto impero coloniale spagnolo che includeva gran parte dell'attuale America Centrale e del Nord America.
Nel 1821, il Messico ottenne l'indipendenza dalla Spagna, e lo Utah divenne una provincia del territorio messicano. Durante questo periodo, la regione fu frequentata da cacciatori di pelli americani e trappers, come Jim Bridger, che nel 1824 raggiunse il Grande Lago Salato.
Dopo la guerra tra Messico e Stati Uniti (1846-1848), lo Utah passò agli Stati Uniti come stabilito dal Trattato di Guadalupe Hidalgo. Questo accordo segnò l'inizio della colonizzazione americana nella regione.
Nel 1847, i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, conosciuti come Mormoni, si stabilirono nello Utah sotto la guida di Brigham Young. Questa migrazione massiccia fu una risposta alle persecuzioni religiose che i Mormoni avevano subito in Illinois.
Nel 1849, i Mormoni crearono lo stato di Deseret, con Brigham Young come governatore. Questo stato includeva vaste aree che oggi fanno parte degli stati di Utah, Nevada, Arizona, e porzioni di Oregon, Wyoming, California, Idaho, Nuovo Messico e Colorado. Tuttavia, il Congresso degli Stati Uniti decise di creare il Territorio dello Utah con i confini attuali.
La richiesta di ammissione dello Utah negli Stati Uniti fu respinta più volte, principalmente a causa della pratica della poligamia tra i Mormoni. Le tensioni tra il governo federale e i Mormoni culminarono nella Guerra dello Utah (1857-1858), quando il presidente Buchanan inviò truppe federali per destituire Brigham Young e imporre un nuovo governatore.
La scoperta di oro e argento nel canyon Brigham e la costruzione della ferrovia transcontinentale nel 1869 furono fattori chiave nello sviluppo economico dello Utah. La ferrovia, costruita dalla Central Pacific Railroad e dalla Union Pacific Railroad, si unì nello Utah, creando la prima linea ferroviaria transcontinentale degli Stati Uniti.
La rapida colonizzazione della regione portò a conflitti con le comunità indiane. La Guerra di Walker (1853) e la Guerra Black Hawk (1865-1867) furono due dei conflitti più significativi tra i coloni mormoni e le tribù locali.
Durante la Guerra Civile Americana (1861-1865), il conflitto nello Utah non era ancora risolto. Tuttavia, le truppe federali dovettero abbandonare lo Utah per combattere nell'est, lasciando la regione relativamente tranquilla.
Dopo la Guerra Civile, i Mormoni continuarono a lottare per l'adesione agli Stati Uniti. La pressione federale portò alla fine della pratica della poligamia ufficialmente nel 1890, e nel 1904 la Chiesa dei Mormoni vietò definitivamente la poligamia. Nel 1896, lo Utah fu finalmente ammesso come stato degli Stati Uniti.
L'inizio del XX secolo vide lo sviluppo dell'industria mineraria nello Utah. La miniera del Canyon Bingham divenne una delle più grandi miniere di rame a cielo aperto del mondo. Altri minerali, come oro, argento, molibdeno e uranio, contribuirono alla crescita economica dello stato.
Durante la Grande Depressione degli anni '30, lo Utah soffrì particolarmente a causa della sua dipendenza dal settore primario. Nel 1932, circa il 21% della popolazione dello stato riceveva aiuti statali, una delle percentuali più alte negli Stati Uniti.
Durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo Utah beneficiò di investimenti federali, tra cui installazioni militari e centri di produzione di missili. Vicino alla città di Delta, furono costruiti campi di internamento per circa 8.000 giapponesi americani dopo l'attacco di Pearl Harbor.
Nel 1950, lo Utah iniziò una riconversione economica, sviluppando industrie metallurgiche, produzione di uranio e sfruttamento delle risorse petrolifere e di gas naturale. Questo portò lo Utah a diventare uno dei principali produttori di minerali negli Stati Uniti.
Nel 1967, il Progetto Central Utah fu approvato per fornire acqua alla regione e sostenere la crescita economica. Questo progetto accelerò lo sviluppo dell'agricoltura e l'occupazione.
Durante gli anni '70, la popolazione dello Utah crebbe significativamente, grazie allo sviluppo economico e a un alto tasso di natalità. I Mormoni rappresentavano il 70% della popolazione dello stato, influenzando notevolmente la cultura e la società dello Utah.
Negli ultimi decenni, il turismo è diventato uno dei pilastri dell'economia dello Utah. I parchi nazionali, le aree ricreative e le stazioni sciistiche attirano milioni di visitatori ogni anno.