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Il Montana, ha una storia complessa che abbraccia migliaia di anni. Dalle prime tribù indigene all'arrivo dei coloni europei, dalle scoperte minerarie alla moderna economia agricola e turistica, la storia del Montana è un racconto affascinante di conflitti, conquiste e crescita.
Prima dell'arrivo dei coloni europei, il territorio del Montana era abitato da numerose tribù indigene, tra cui gli Arapaho, Assiniboine, Atsina, Piedi Neri, Cheyenne, Crow, Bannock, Flathead, Kalispel, Kutenai, Shoshone, Sioux, Mandan e Nez Percé. Queste tribù avevano sviluppato culture ricche e complesse, basate sulla caccia, la pesca e la raccolta, e vivevano in armonia con la natura circostante.
Nel XVIII secolo, cacciatori e commercianti di pellicce francesi iniziarono a esplorare la regione, stabilendo relazioni commerciali con le tribù locali. Tuttavia, la regione non fu colonizzata fino all'inizio del XIX secolo, quando l'espansione verso ovest degli Stati Uniti cominciò a prendere forma.
Nel 1804, il presidente Thomas Jefferson organizzò la spedizione di Lewis e Clark per esplorare i territori della Louisiana appena acquisiti dalla Francia. La spedizione, che durò fino al 1806, attraversò il Montana, tracciando mappe dettagliate e raccogliendo informazioni preziose sulla geografia, la fauna e le popolazioni indigene della regione.
Nel 1847, l'American Fur Company costruì Fort Benton sulle rive del fiume Missouri, creando il primo insediamento stabile nella regione. La scoperta dell'oro nel 1859 e nel 1862 provocò l'arrivo di migliaia di coloni e minatori, portando alla fondazione di città come Bannack, Diamond City e Virginia City.
Nel 1864, il Montana venne organizzato come territorio degli Stati Uniti. L'opposizione degli indiani agli insediamenti dei coloni portò a continui conflitti tra i due gruppi. L'arrivo di mandrie di bovini dal Texas e l'apertura della ferrovia Northern Pacific aumentarono ulteriormente le tensioni.
Uno degli eventi più significativi della storia del Montana fu la Battaglia di Little Bighorn, avvenuta nel 1876. Le tribù Sioux e Cheyenne sconfissero le truppe del Settimo cavalleggeri comandate dal generale George Armstrong Custer. Sebbene questo trionfo indiano fu di breve durata, segnò un momento cruciale nella resistenza dei nativi americani contro l'espansione degli Stati Uniti.
Dopo la Battaglia di Little Bighorn, l'esercito statunitense intensificò le operazioni militari contro le tribù indigene, riuscendo a imporsi definitivamente entro pochi anni. Questo periodo segnò la fine della resistenza dei nativi americani nel Montana.
Nell'inverno del 1886, gran parte del bestiame importato dal Texas non sopravvisse al freddo rigido, provocando la fine dell'allevamento su larga scala nel Montana. Tuttavia, il territorio continuò a prosperare grazie alle sue grandi ricchezze minerarie, tra cui oro, argento e rame.
Nel 1889, il Congresso degli Stati Uniti accettò il Montana come nuovo stato dell'Unione. Fin dai primi anni, l'Anaconda Copper Mining Company giocò un ruolo centrale nella vita economica del Montana, sfruttando le sue risorse minerarie e gestendo infrastrutture cruciali come la ferrovia.
L'Anaconda Copper Mining Company divenne uno dei principali datori di lavoro nello stato, dominando l'industria mineraria e influenzando fortemente l'economia e la politica del Montana. La compagnia sfruttava le ricche risorse di rame della regione, contribuendo alla crescita economica e allo sviluppo industriale dello stato.
Nel 1916, i cittadini del Montana elessero Jeanette Rankin al Congresso degli Stati Uniti, rendendola la prima donna a ricoprire questo incarico. Rankin fu una figura pionieristica per i diritti delle donne e il pacifismo. Nel 1941, fu l'unica persona a votare contro la dichiarazione di guerra al Giappone dopo l'attacco di Pearl Harbor.
Il Montana, come il resto degli Stati Uniti, subì gli effetti devastanti della Grande Depressione iniziata nel 1929. Nonostante le difficoltà economiche, il programma federale del New Deal promosso dal presidente Franklin D. Roosevelt portò a numerose opere pubbliche, tra cui la costruzione della diga di Fort Peck.
La costruzione della diga di Fort Peck, iniziata nel 1933, aveva l'obiettivo di facilitare l'irrigazione della regione e creare occupazione. La diga, una delle più grandi opere pubbliche del New Deal, rappresenta ancora oggi un'importante infrastruttura per il Montana.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'economia del Montana si riprese grazie alla forte domanda di prodotti agricoli e minerari. Dopo la guerra, l'agricoltura continuò a meccanizzarsi per sopperire alla scarsità di manodopera, mentre molti giovani si trasferivano verso le città e verso le nuove industrie petrolifere, del gas e del carbone.
Nel 1955, l'Anaconda Aluminium Company inaugurò un grande impianto per la produzione di bauxite e alluminio, contribuendo ulteriormente alla diversificazione economica del Montana. Questo sviluppo industriale segnò un'importante fase di crescita economica per lo stato.