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L'Oregon, uno degli stati più pittoreschi degli Stati Uniti, vanta una storia ricca e variegata che risale a migliaia di anni fa. Questa guida esplorerà dettagliatamente le diverse epoche della storia dell'Oregon, dalle prime tribù indigene ai tempi moderni, attraverso colonizzazioni, guerre, scoperte minerarie e lo sviluppo industriale.
Resti archeologici dimostrano che l'Oregon è abitato da almeno 10.000 anni. Gli antichi abitanti erano cacciatori-raccoglitori che si adattarono ai vari ambienti naturali dell'area. Prove di antichi insediamenti, strumenti in pietra e arte rupestre sono stati rinvenuti in varie parti dello stato, fornendo un quadro delle vite e delle culture dei primi abitanti.
Le tribù indigene che hanno abitato questo territorio appartenevano a diversi gruppi etnici e culturali, tra cui i Chinook, Clackamas, Kalapuya, Multnomah, Tillamook, Cayuse, Paiute, Umatilla, Klamath e Nez Perce. Ogni tribù aveva una propria cultura, lingua e tradizioni, con economie basate principalmente sulla caccia, la pesca e l'agricoltura.
Nel XVI secolo, esploratori spagnoli furono tra i primi europei a navigare lungo le coste dell'Oregon. Nel 1542, il viceré della Nuova Spagna, Antonio de Mendoza, organizzò una spedizione affidata a Juan Rodríguez de Cabrillo. Sebbene Cabrillo morì sull'isola di San Miguel, Bartolomé Ferrelo prese il comando e nel 1543 sbarcò a Port Orford.
Nel XVII secolo, Sebastián Vizcaíno fu incaricato di esplorare la costa settentrionale della California alla ricerca di perle e un buon approdo. Tuttavia, l'interesse per l'Oregon rimase limitato fino al XVIII secolo, quando Carlo III di Spagna organizzò spedizioni lungo la costa del Pacifico per monitorare le attività russe in Alaska.
Nel 1774, Juan Pérez esplorò le coste di Washington, Oregon e Columbia Britannica, seguito nel 1775 da Bruno Heceta e Juan Francisco de la Bodega y Cuadra. Heceta fu il primo a riconoscere e descrivere il fiume Columbia, che chiamò fiume San Roque.
Nel 1778, il capitano James Cook esplorò la costa dell'Oregon per conto dell'Inghilterra. Successivamente, nel 1792, George Vancouver e Peter Puget continuarono le esplorazioni. Alla fine del XVIII secolo, le potenze europee si contesero il controllo della regione, con spedizioni organizzate da diverse nazioni.
Nel 1805, la spedizione di Lewis e Clark, organizzata da Thomas Jefferson dopo l'acquisto del territorio della Louisiana nel 1803, raggiunse le coste dell'Oregon. Questa spedizione fu fondamentale per l'espansione verso ovest degli Stati Uniti e per la successiva colonizzazione dell'Oregon.
La colonizzazione dell'Oregon fu lenta all'inizio del XIX secolo, con accampamenti di commercianti di pelli britannici provenienti dal Canada. Il primo di questi accampamenti fu fondato da John Jacob Astor, che diede il nome alla città di Astoria. La Gran Bretagna firmò un trattato con gli Stati Uniti nel 1818, permettendo il libero commercio nella zona.
Nel 1834, il metodista Jason Lee creò una missione che divenne la città di Salem, la futura capitale dello stato. Nel 1843, i coloni della valle di Willamette decisero di creare un governo proprio, confermato quando nel 1848 il Congresso degli Stati Uniti creò il territorio dell'Oregon.
Nel 1846, Stati Uniti e Gran Bretagna definirono la frontiera comune tra la provincia della Columbia Britannica e il territorio sotto il controllo americano. Il territorio dell'Oregon si delineava come un vasto territorio che includeva l'attuale stato di Washington. Nel 1859, il territorio dell'Oregon divenne uno stato dell'Unione, separandosi dal territorio di Washington.
Lo stabilirsi di migliaia di coloni, incoraggiati da leggi che incentivavano la colonizzazione, colpì gli interessi delle tribù indiane della regione. Queste dispute causarono frequenti scontri, tra cui:
Questi conflitti si conclusero con la sconfitta delle tribù indiane, che vennero trasferite nelle riserve.
La scoperta dell'oro nel 1860 fu un evento fondamentale per l'economia dell'Oregon. Attrasse migliaia di cercatori d'oro e portò a una rapida crescita della popolazione e dello sviluppo delle infrastrutture.
La conclusione della Ferrovia del Pacifico nel 1880 fu cruciale per la colonizzazione e lo sviluppo economico dell'Oregon. La ferrovia facilitò il trasporto di persone e merci, collegando l'Oregon al resto del paese e promuovendo ulteriori investimenti e crescita.
Durante gli anni della Grande Depressione del 1930, il governo federale investì nella costruzione della diga Bonneville sul fiume Columbia. Questo progetto non solo fornì energia elettrica a basso costo alla regione, ma creò anche numerosi posti di lavoro, aiutando a contrastare la disoccupazione.
Con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale, l'economia dell'Oregon si riprese definitivamente. Lo stato divenne un centro per la costruzione di navi e la fornitura delle truppe nel Pacifico. Dopo la guerra, le industrie continuarono a prosperare, attirando nuove imprese dedicate alla produzione di alluminio e componenti elettronici.
Dopo la guerra, l'Oregon vide una continua crescita economica e demografica. Lo sviluppo delle infrastrutture e l'espansione delle industrie manifatturiere, tecnologiche e del turismo portarono a un periodo di prosperità.
Negli ultimi decenni, l'Oregon è diventato un centro per l'innovazione tecnologica. Aziende leader nel settore tecnologico, come Intel, hanno stabilito impianti nello stato, contribuendo a fare dell'Oregon un hub tecnologico. La Silicon Forest, come è soprannominata l'area intorno a Portland, ospita numerose aziende tecnologiche e startup.
L'Oregon è conosciuto per il suo impegno verso la sostenibilità ambientale. Le politiche verdi dello stato, inclusi gli incentivi per le energie rinnovabili e le pratiche di gestione sostenibile delle risorse naturali, sono modelli per altre regioni.