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Dalle esplorazioni spagnole e francesi, passando per le guerre tra potenze coloniali, fino alla guerra civile e alla moderna rinascita economica, il Tennessee ha visto numerosi cambiamenti e trasformazioni.
Gli spagnoli furono i primi europei a esplorare la regione del Tennessee. Hernando de Soto, un esploratore spagnolo famoso per le sue spedizioni nel Sud degli Stati Uniti, attraversò la regione nel 1540. De Soto, noto per la sua ricerca di oro e altre ricchezze, probabilmente si accampò nei pressi dell'attuale Chattanooga. Durante questa spedizione, uno dei suoi uomini, Hidalgo de Elvas, descrisse per la prima volta il fiume Mississippi, che chiamarono "Rio Grande de la Florida". Questa scoperta fu significativa poiché il Mississippi divenne un'importante via di navigazione e commercio per gli europei nei secoli successivi.
Nel 1673, gli esploratori inglesi James Needham e Gabriel Arthur esplorarono la valle del Tennessee. La loro spedizione aveva lo scopo di stabilire rotte commerciali e alleanze con le tribù native. Parallelamente, i francesi esplorarono la zona del basso corso del Mississippi con le spedizioni di Pere Marquette e La Salle. Marquette e il suo compagno Joliet esplorarono la regione del Mississippi nel 1673, cercando di espandere l'influenza francese. La Salle, nel 1681, costruì Fort Prud'homme vicino all'attuale città di Memphis. Questo forte servì come punto di appoggio per ulteriori esplorazioni e tentativi di colonizzazione. Poco dopo, nel 1739, Jean-Baptiste Bienville fondò Fort Assumption, consolidando ulteriormente la presenza francese nella regione.
Le controversie tra spagnoli, francesi e britannici per il controllo della regione culminarono nelle guerre indiane. Questi conflitti, noti anche come le guerre franco-indiane, videro le potenze europee allearsi con varie tribù native americane in lotta per il controllo del territorio. La guerra si concluse nel 1763 con il Trattato di Parigi, che segnò una svolta significativa nella storia coloniale nordamericana. La Francia perse la provincia della Louisiana, che includeva l'attuale Tennessee, a favore degli inglesi. Questo trattato ridisegnò la mappa del Nord America, ponendo fine alla presenza francese ad est del Mississippi e consolidando il dominio britannico sulla regione.
Dal 1750, coloni provenienti dalla Virginia iniziarono a stabilirsi nel Tennessee, lungo il fiume Cumberland. Questi primi coloni erano principalmente agricoltori e pionieri in cerca di nuove terre da coltivare. Il primo insediamento permanente britannico fu costruito nel 1768 a William Bean, vicino al fiume Watauga. Bean, considerato uno dei primi coloni bianchi nel Tennessee, aprì la strada per ulteriori insediamenti. Già nel 1772, i coloni di Watauga cercarono di separarsi dalla Carolina del Nord a causa della mancanza di supporto amministrativo. Fondarono la "Watauga Association", una delle prime forme di autogoverno tra i coloni americani, che divenne un modello per le future comunità di frontiera.
Daniel Boone e Richard Henderson furono figure chiave nella colonizzazione del Tennessee. Boone, un esploratore leggendario, e Henderson, un avvocato e imprenditore, fondarono la Transylvania Land Company nel 1775. Questa compagnia acquistò una vasta porzione di terra dalle tribù Cherokee, compresa una parte del Kentucky e del Tennessee. Boone guidò i nuovi coloni in queste terre attraverso il Wilderness Road, un sentiero che divenne una delle principali rotte di migrazione verso l'ovest. Nel 1779, 150 coloni fondarono Nashborough, che in seguito divenne Nashville, la capitale dello stato. Questa città divenne un centro vitale per il commercio e la cultura nel Tennessee.
Durante la Guerra d'Indipendenza, sebbene non ci furono battaglie significative sul suolo del Tennessee, i coloni contribuirono in modo determinante allo sforzo bellico. Molti coloni del Tennessee parteciparono alla battaglia di Kings Mountain nel 1780, una vittoria cruciale per le forze patriote. Questa battaglia, combattuta in Carolina del Sud, vide un'alleanza di miliziani della frontiera, noti come "Overmountain Men", sconfiggere una forza di lealisti britannici. La loro partecipazione dimostrò l'importanza strategica dei coloni del Tennessee nella guerra.
I rapporti tra i coloni del Tennessee e le autorità della Carolina del Nord si deteriorarono durante la guerra d'indipendenza. Le tensioni aumentarono a causa dell'incapacità della Carolina del Nord di proteggere i coloni dagli attacchi delle tribù native alleate con i britannici. Nel 1784, i coloni del Tennessee tentarono di formare lo Stato di Franklin, con John Sevier come governatore. Sebbene lo Stato di Franklin non fu mai riconosciuto dal governo federale, rappresentò un importante tentativo di autogoverno. Questo esperimento di indipendenza durò fino al 1788, quando le tensioni interne e la mancanza di supporto esterno portarono al suo fallimento.
Nel 1790, il Congresso degli Stati Uniti creò il Territorio del Sud-ovest, che comprendeva l'attuale Tennessee. Questo fu un passo cruciale verso la formazione di un nuovo stato. William Blount fu nominato governatore del territorio e giocò un ruolo fondamentale nella transizione del Tennessee verso lo status di stato. Nel 1796, il Tennessee divenne ufficialmente il sedicesimo stato degli Stati Uniti. Con il Trattato di San Lorenzo del 1797, la Spagna rinunciò a qualsiasi pretesa territoriale sulla regione a ovest del Mississippi, consolidando ulteriormente il controllo americano sul Tennessee.
Andrew Jackson, una figura centrale nella storia del Tennessee, iniziò la sua carriera politica come senatore e successivamente divenne il settimo presidente degli Stati Uniti nel 1828. Jackson era noto per il suo carisma e il suo approccio deciso alla politica. Durante la Guerra del 1812, Jackson guadagnò prestigio nazionale con la vittoria nella battaglia di New Orleans. La sua presidenza fu caratterizzata da politiche controverse, come il "Trail of Tears", che portò alla rimozione forzata delle tribù native americane dal sud-est degli Stati Uniti.
Nel XIX secolo, la principale attività economica del Tennessee era la coltivazione del cotone. Memphis, situata lungo il fiume Mississippi, divenne un centro nevralgico per il commercio del cotone. La città prosperò grazie alla sua posizione strategica come porto fluviale. Negli anni '40, la produzione di tabacco iniziò a rivaleggiare con quella degli stati della Virginia e del Kentucky. Le piantagioni di tabacco si diffusero principalmente nella regione centrale e occidentale del Tennessee, contribuendo significativamente all'economia dello stato.
Durante la guerra civile, il Tennessee si schierò con la Confederazione, ma l'est del Tennessee rimase fedele all'Unione. Questa divisione interna causò numerosi conflitti. Le battaglie di Shiloh nel 1862 e Lookout Mountain nel 1863 furono decisive per l'esito della guerra, con vittorie cruciali per l'Unione. Dopo la guerra, il Tennessee fu riammesso nell'Unione nel 1866 senza passare attraverso un governo militare, a differenza di altri stati del sud. Questo periodo vide l'emergere del Ku Klux Klan e altre tensioni sociali. Tuttavia, il Tennessee riuscì a riprendersi rapidamente economicamente, grazie alla scoperta di giacimenti minerari e allo sfruttamento delle risorse forestali.
Dopo la guerra civile, il Tennessee recuperò rapidamente grazie alla scoperta di giacimenti di carbone e ferro e allo sfruttamento delle risorse forestali. Il settore minerario divenne una componente fondamentale dell'economia, con le miniere di carbone che alimentavano l'industria locale. Nel 1933, durante la Grande Depressione, il governo Roosevelt creò la Tennessee Valley Authority (TVA) per promuovere lo sviluppo economico e fornire energia elettrica. La TVA costruì dighe e centrali idroelettriche lungo il fiume Tennessee, creando posti di lavoro e stimolando la crescita economica nella regione.
Nel 1985, fu completato il canale tra i fiumi Tennessee e Tombridge, aprendo una via di comunicazione con il Golfo del Messico. Questo progetto migliorò significativamente le infrastrutture di trasporto del Tennessee, facilitando il commercio e l'accesso ai mercati internazionali. L'apertura del canale ebbe un impatto positivo sull'economia, permettendo un flusso più efficiente di beni e risorse tra lo stato e il resto del mondo.