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Questa regione del sud Italia, spesso poco conosciuta rispetto alle sue vicine più celebri, offre una morfologia unica che la rende un vero scrigno di tesori paesaggistici.
La Basilicata è prevalentemente montuosa, con il 47% del suo territorio dominato da rilievi che si estendono lungo l'Appennino Lucano. Questa catena montuosa costituisce il cuore geografico e paesaggistico della regione. Le altitudini crescono progressivamente verso sud.
Tra le cime più note si trova il Monte Pollino, che con i suoi 2248 metri segna il confine tra Basilicata e Calabria. Questo massiccio è celebre per i caratteristici pini loricati, simbolo del Parco Nazionale del Pollino. Procedendo verso nord-ovest si incontra il Monte Sirino (2005 m).
Un elemento distintivo del paesaggio montano è il cono isolato del Monte Vulture, un antico vulcano ormai spento, che domina il panorama con i suoi 1327 metri. Questo vulcano, situato nel nord della regione, ha contribuito a modellare il terreno circostante.
Le colline rappresentano il 45% del territorio lucano, principalmente distribuite sul versante ionico e nella valle del Bradano. Questi rilievi dolci si estendono verso est, costituendo una transizione armoniosa tra le montagne e le pianure. Questi rilievi sono anche noti per le coltivazioni di ulivi, viti e cereali, che rappresentano una risorsa economica importante per la regione.
La pianura occupa solo l’8% del territorio della Basilicata, ma non per questo è meno significativa. L’area pianeggiante più estesa è la Piana di Metaponto, situata lungo la costa ionica. Questa fertile distesa è il risultato di secoli di interventi di bonifica, che hanno trasformato una zona un tempo paludosa in una terra di valore agricolo e turistico.
Nonostante la sua posizione interna, la Basilicata si affaccia su due mari, offrendo due tratti di costa dalle caratteristiche completamente diverse. Sul Mar Ionio, la costa si estende per circa 40 chilometri, caratterizzata da spiagge ampie e sabbiose.
Sul Mar Tirreno, invece, il litorale è molto più breve, ma altrettanto suggestivo. La Costa di Maratea è celebre per i suoi paesaggi mozzafiato. Qui le montagne scendono rapidamente verso il mare, creando scogliere a picco, insenature nascoste e spiagge di rara bellezza.
La complessità morfologica della Basilicata la rende particolarmente vulnerabile a fenomeni geologici come frane ed erosioni. Le rocce aspre e friabili, specialmente nelle aree montuose e collinari, sono spesso soggette a instabilità.
Negli ultimi decenni, interventi di consolidamento e monitoraggio del territorio hanno contribuito a ridurre i rischi, ma la salvaguardia del fragile equilibrio ambientale rimane una sfida costante per la regione.
La posizione occidentale della dorsale appenninica più alta che attraversa la Basilicata determina che i principali corsi d'acqua della regione sfocino nel Mar Ionio. Questi fiumi sono caratterizzati da regimi torrentizi, con lunghi periodi di magra e piene improvvise e violente durante i mesi invernali. Non essendo stati regolati per secoli, questi fiumi hanno causato l'impaludamento di vaste aree vicino alle loro foce, contribuendo alla diffusione della malaria e rendendo spopolate queste terre. Tuttavia, molte di queste zone sono state ora bonificate e restituite all'agricoltura attiva.
Da est a ovest, i principali fiumi includono il Bradano (lungo 118 km) con l'affluente Basentello proveniente dalle Murge, il Basento (lungo 149 km) che scorre al centro della regione e sfocia presso Metaponto, l'Agri (lungo 136 km) con sorgenti nella zona del Volturino, e il Sinni (lungo 94 km) che discende dai Monti del Papa attraversando una valle vicina al confine calabrese.
L'Ofanto, trubutario del Mar Adriatico, tocca solo marginalmente la regione a nord, segnando il confine con la Campania prima e con la Puglia successivamente. L'unico fiume che sfocia nel Mar Tirreno, dopo un breve corso di 45 km, è il Noce. Tra i piccoli laghi montani, si trovano i due laghi di Monticchìo, che occupano il cratere del Vulture, e il lago Sirino.
L'orografia complessa della Basilicata gioca un ruolo significativo nella creazione di notevoli differenze climatiche tra le diverse zone della regione. Nella fascia costiera ionica, dove predomina un clima mediterraneo, la temperatura media annua si aggira tra i 18 e i 20 °C; nelle zone montuose dell'entroterra, caratterizzate da un clima nettamente continentale, la temperatura media annua si abbassa a 14,4 °C (Melfi) e 12 °C (Potenza).
Le precipitazioni presentano un andamento irregolare: sono limitate sia nella fascia orientale e ionica (500-700 mm annui) sia nell'entroterra (circa 800 mm), ma diventano più abbondanti nell'estremo settore sud-occidentale della regione (1800-2000 mm), affacciato sul versante tirrenico. Tra novembre e marzo, si registrano precipitazioni nevose di intensità variabile alle quote medio-alte, con maggiore incidenza nella zona appenninica rispetto ai rilievi orientali.
La Basilicata vanta una diversificata vegetazione, distinguibile nelle principali zone morfologico-climatiche della regione. La fascia litoranea, più ampia sul versante ionico rispetto a quello tirrenico, ospita una flora di tipo mediterraneo, con piante alofile come efedra, psamma, euforbia, pino marittimo e pino d'Aleppo. La costa ionica, in particolare, è caratterizzata da psamma e cespugli di ginepro, a causa delle dune sabbiose che si estendono dal mare verso l'interno fino alle pinete. Nell'entroterra immediato, si trovano formazioni arboree di pioppo, ontano, frassino e olmo, un tempo molto diffuse e oggi in fase di ripopolamento. La macchia mediterranea e le formazioni palustri, come i canneti, sono presenti in terreni improduttivi, la prima nel sottobosco e le seconde lungo i fiumi e gli stagni. Nelle zone montane, fino a circa 1000 metri, sono comuni le cerrete e le quercete, miste a formazioni prative. A quote superiori, soprattutto nel gruppo del Pollino, si trovano estese foreste di faggio, sole o in associazione con l'abete bianco, piccole concentrazioni di pino loricato e pascoli. Le vette sopra i 2000 metri presentano caratteristiche alpine, con formazioni rupestri e prative. Tra i mammiferi sopravvivono il cinghiale, l'istrice, la lepre, la volpe e alcuni mustelidi. Il lupo, un tempo diffuso nella regione, vive ancora nei boschi più inaccessibili. Tra gli uccelli, si possono osservare numerose starne, alcuni fagiani e vari rapaci.