You are using an outdated browser. For a faster, safer browsing experience, upgrade for free today.

Loading...


Emilia Romagna


Dati generali

  • Capoluogo dell'Emilia Romagna
  • Bologna
  • Capoluoghi di provincia
  • Bologna (BO) - Ferrara (FE) - Forlì-Cesena (FC) - Modena (MO) - Parma (PR) - Piacenza (PC) - Ravenna (RA) - Reggio Emilia (RE) - Rimini (RN)
  • Altre città
  • Carpi - Casalecchio di Reno - Cento - Cervia - Cesenatico - Comacchio - Faenza - Fidenza - Lugo - Sassuolo - Riccione - Vignola
  • Superficie
  • 22.123 km²
  • popolazione
  • 4.500.000 abitanti circa.
  • densità
  • 203,4 ab./ km²
  • Pil Regionale
  • 176.000 Mln €


Aspetto fisico

I confini dell'Emilia Romagna si estendono per 1144 km di cui 1088 sono terrestri e 136 sono marittimi. L'Emilia confina con sei regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana, Marche), il mare Adriatico e uno... Stato estero: San Marino. L'Emilia-Romagna presenta una forma triangolare, delineata dai suoi principali confini naturali. A nord, il fiume Po segna il limite settentrionale, mentre a est troviamo la costa adriatica e a sud l’Appennino funge da spartiacque naturale con il versante tirrenico. La morfologia della regione può essere suddivisa in tre aree principali: la montagna, la collina e la pianura.

Area Montuosa: Le Cime dell’Appennino

La zona montuosa dell'Emilia-Romagna include i versanti settentrionali dell’Appennino Ligure, fino al passo della Cisa, e dell'Appennino tosco-emiliano. Qui, le cime più alte sono il Monte Cimone (2163 m) e il Monte Cusna (2121 m), mentre al confine con la Toscana e le Marche si trova il Monte Fumaiolo (1408 m), famoso per ospitare le sorgenti del fiume Tevere. Il crinale appenninico è percorso da numerosi valichi che rendono possibile la comunicazione tra il versante padano-adriatico e quello tirrenico.

Collina e Sub-Appennino: Le Forme Arrotondate e i Calanchi

Il paesaggio collinare della regione è costituito da dolci ondulazioni che degradano progressivamente verso la pianura. Le colline, caratterizzate dalla presenza di calanchi (solchi profondi scavati dall’erosione), sono costellate da fenomeni naturali come le salse, sorgenti di fango miste ad acqua calda o fredda, talvolta usate per scopi terapeutici. Questa zona rappresenta circa il 52% del territorio regionale e si collega in modo armonioso con la pianura.

La Pianura Padana Emiliana: Dalla Palude all’Agricoltura

La pianura emiliana, parte dell’ampia Pianura Padana, si estende a sud del corso inferiore del Po. È caratterizzata da un rilievo progressivamente più basso che si avvicina al mare Adriatico. Anticamente ricoperta da paludi e vegetazione lacustre, è stata trasformata in un’area agricola fertile grazie a imponenti opere di bonifica. La pianura è divisa in due zone principali: l’area più arida a ovest, dovuta ai detriti portati dai fiumi, e l’area a est, ricca di sorgenti e più adatta all'irrigazione. La fascia litoranea, rettilinea e sabbiosa, è caratterizzata da ampie spiagge famose per i loro centri balneari come Cesenatico, Riccione e Cattolica.


Idrografia

La rete idrografica dell’Emilia-Romagna è dominata dal fiume Po, che costituisce gran parte del confine settentrionale. Altri importanti fiumi della regione, originati dall’Appennino o da regioni limitrofe come la Liguria e la Toscana, si dirigono verso il Po o sfociano direttamente nell’Adriatico. Questi corsi d’acqua sono a carattere torrentizio, con variazioni di portata notevoli tra la stagione secca e quella piovosa.
Diversi fiumi della regione si uniscono al Po come affluenti di destra. Tra questi spiccano la Trebbia, che nasce in Liguria, e il Taro, l’Enza, la Secchia e il Panaro, che scorrono lungo le valli appenniniche in direzione nord-sud. Questi corsi d'acqua sono caratterizzati da periodi di magra e da improvvise piene causate dalle piogge.
Oltre agli affluenti del Po, l’Emilia-Romagna è attraversata da numerosi fiumi che sfociano direttamente nell'Adriatico, tra cui il Reno, il più lungo del versante adriatico peninsulare. Altri fiumi significativi includono il Lamone, il Ronco-Montone (che si uniscono per formare i Fiumi Uniti), il Savio e la Marecchia. La costa della regione, priva di approdi naturali, ha portato allo sviluppo di porti-canale, come quello di Ravenna, reso possibile grazie a opere di canalizzazione.
La costa dell’Emilia-Romagna si sviluppa da Comacchio fino al confine con le Marche. A nord, in prossimità del delta del Po, troviamo un’area lagunare che include le famose Valli di Comacchio, lagune salmastre protette da dune e isolotti alluvionali. Grazie alle opere di bonifica, queste aree sono state in gran parte recuperate dall’acqua stagnante, rendendo la costa una destinazione privilegiata per il turismo.


Clima

L'Emilia-Romagna, situata tra l'Appennino e la Pianura Padana, presenta un clima sub-continentale che si differenzia in base a fattori locali, quali l’altitudine, l’orientamento delle valli e l'esposizione al sole.
Grazie alla sua posizione, l'Emilia-Romagna gode di un clima sub-continentale, caratterizzato da forti escursioni termiche stagionali. Gli inverni sono lunghi e rigidi, mentre le estati risultano calde, soprattutto in pianura. L’influenza del Mar Adriatico è ridotta: la ristrettezza del bacino marino limita l’azione mitigatrice, favorendo piuttosto l’influenza dei venti continentali che soffiano da est. Ciò è particolarmente evidente durante l'inverno, quando le temperature possono scendere drasticamente.
In gennaio, le temperature medie in pianura variano da 0,5 °C nel Piacentino e Parmense a 2 °C tra Bologna e Ravenna. Sulla costa, nel Riminese, le medie si aggirano intorno ai 3 °C. Nelle zone montane, le temperature si abbassano ulteriormente con l’altitudine, anche se raramente scendono sotto lo zero. Questo freddo intenso è accompagnato spesso da nevicate, che si manifestano soprattutto tra novembre e marzo nelle zone montane e pedemontane.
A luglio, la temperatura media raggiunge il massimo, con valori attorno ai 25,5 °C nella fascia centrale della regione, da Modena a Bologna. Sulla costa, l'influenza del mare contribuisce a moderare le temperature, mantenendo le medie intorno ai 23 °C. Tuttavia, l'effetto mitigatore del mare si riduce allontanandosi dalla costa, rendendo le giornate estive decisamente calde, soprattutto in pianura.

Il regime delle precipitazioni varia notevolmente a seconda della zona e dell'altitudine, con una concentrazione delle piogge nei mesi autunnali e primaverili.
In montagna, le precipitazioni annue raggiungono picchi di 1000-2000 mm, grazie anche alle frequenti nevicate invernali. In pianura, invece, i valori scendono a circa 600 mm annui. Questa distribuzione differenziata fa sì che la regione sia caratterizzata da una varietà di paesaggi e condizioni climatiche. Durante l'estate, in particolare nell'area del bacino del Po, sono frequenti i temporali, spesso intensi e accompagnati da grandine. Da novembre a marzo, le aree montane e pedemontane della regione registrano nevicate. La neve è meno frequente in pianura, dove, tuttavia, non è raro assistere a qualche episodio nevoso nelle giornate più fredde dell'inverno.

Uno dei fenomeni atmosferici più caratteristici dell'Emilia-Romagna, e in particolare della Pianura Padana, è la nebbia. Durante l'autunno e l'inverno, soprattutto nella bassa pianura tra Bologna e Ferrara, si formano frequenti banchi di nebbia. Questa nebbia è causata dall’elevata umidità del suolo, che porta alla condensazione dell'umidità nell'aria.

Sebbene il clima dell'Emilia-Romagna sia relativamente omogeneo, fattori locali contribuiscono a creare microclimi unici. Nelle valli appenniniche, l’altitudine e la posizione possono accentuare le variazioni di temperatura, con inverni particolarmente rigidi e estati più fresche rispetto alla pianura. Le zone collinari beneficiano di un clima più mite, grazie all’esposizione e alla protezione offerta dalle montagne.


Flora e fauna

L'Emilia-Romagna presenta una flora e una fauna ricche e varie, anche se l'intervento umano ha modificato profondamente il suo ambiente naturale. In pianura, la vegetazione spontanea ha lasciato spazio a estese coltivazioni, grazie alla fertilità del terreno. Lungo la fascia costiera, crescono arbusti come euforbie e tamerici, mentre nelle lagune e nelle Valli di Comacchio predominano le piante palustri, come giunchi e scirpi. La pineta della Mesóla conserva una vegetazione spontanea con lecci e pini domestici, mentre più a sud troviamo le pinete di San Vitale, Classe e Cervia, ricche di pini, ginepri e lentischi. Sui rilievi appenninici, fino a 1000 metri, crescono querce e roveri, seguiti da cerri e castagni a quote maggiori, mentre le faggete si estendono fino a 1700 metri, con alcune zone di conifere reintrodotte.

La fauna ha risentito delle trasformazioni ambientali. Lungo la costa, specie come anguille e cefali prosperano nelle Valli di Comacchio, un'importante area di pesca, e diverse specie di uccelli, come anatre e folaghe, abitano le lagune. Nella riserva del bosco della Mesóla vivono cervi e daini. In pianura, l’agricoltura ha ridotto la fauna a piccoli mammiferi come lepri e ricci, e a uccelli stanziali come passeri e merli. Sui rilievi appenninici, sono presenti tassi, faine e ghiri, mentre il lupo è ormai scomparso.


Pubblicità