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Lombardia, la regione più popolosa d’Italia e cuore dell’economia nazionale, è anche una delle più articolate dal punto di vista morfologico. Situata nel cuore del Nord Italia, la Lombardia presenta un insieme unico di montagne, colline e pianure.
La Lombardia occupa una posizione centrale nell’arco alpino, estendendosi fino alla Pianura Padana. La peculiarità del suo territorio risiede anche nei suoi confini politico-regionali, che non sempre seguono le linee naturali. Questo fenomeno è evidente nel nord-ovest, dove la regione confina con la Svizzera. Qui, il Canton Ticino si addentra in territorio fisicamente lombardo, mentre a nord-est la Lombardia si estende al di sopra del crinale delle Alpi Retiche.
La sezione montuosa della Lombardia include una parte delle Alpi Lepontine e delle Alpi Retiche. Mentre la linea spartiacque delle Alpi Lepontine si trova in territorio svizzero, le Alpi Retiche si sviluppano nella regione lombarda tra i passi dello Spluga e dello Stelvio. In questa zona si trovano alcune delle vette più alte della Lombardia, come il Pizzo Bernina (4050 metri) e il Monte Disgrazia (3678 metri). L’area orientale, invece, si estende verso sud attraverso i massicci dell’Ortles (3899 metri), del Cevedale (3764 metri) e dell’Adamello (3554 metri), configurando un ambiente montano ricco di ghiacciai e valli profonde.
A sud della catena principale delle Alpi Retiche si trovano le Alpi Orobie, che separano la Valtellina dal resto della regione. Questa catena montuosa interna culmina nel Pizzo di Coca (3052 metri) e costituisce uno dei principali rilievi della Lombardia. La Valtellina è un’ampia valle longitudinale che corre parallela alla catena alpina, rappresentando un’importante via di comunicazione e un’area agricola di pregio.
Scendendo a sud dalle Alpi, si incontra la fascia delle Prealpi, che si estende dal Lago Maggiore fino alla zona di Brescia. Qui, si possono individuare diverse sub-aree come le Prealpi varesine, comasche, bergamasche e bresciane, ciascuna con caratteristiche morfologiche specifiche. Una delle zone più affascinanti è quella intorno a Lecco, dove si erge il gruppo delle Grigne (2410 metri) e il Resegone (1875 metri), caratterizzato dal suo inconfondibile profilo dentato.
Nelle Prealpi troviamo anche alcune delle valli più significative della Lombardia, come la Valsassina, la Val Brembana, la Val Seriana e la Valcamonica, oltre ai grandi laghi come il Lago di Como, il Lago di Garda e il Lago Maggiore.
Alle pendici delle Prealpi si trovano le colline moreniche, formate dai detriti lasciati dai ghiacciai. Queste colline occupano una zona di transizione tra le montagne e la pianura e si estendono principalmente tra il Ticino e l’Adda, come nelle colline del Varesotto e della Brianza. Quest’area rappresenta una terrazza naturale che permette un graduale passaggio dalle aree montuose alla pianura sottostante.
Nell’area a sud del Lago di Garda si trova un anfiteatro morenico particolarmente esteso e suggestivo, dove le colline si dispongono a formare un paesaggio unico.
La pianura lombarda si distingue in due parti principali: l’alta pianura e la bassa pianura. L’alta pianura è costituita da suoli alluvionali più grossolani e permeabili, che rendono questa zona piuttosto arida. In particolare, le aree prossime alla fascia collinare, dette pianalti, sono spesso caratterizzate dalla brughiera, una vegetazione rada e adattata alle condizioni di scarsa disponibilità idrica.
A sud dell’alta pianura si estende la bassa pianura lombarda, caratterizzata da suoli argillosi e impermeabili. In questa zona, le acque sotterranee, che si infiltrano nei terreni porosi dell’alta pianura, emergono spontaneamente in superficie grazie alle risorgive o fontanili. La Bassa lombarda, con la sua abbondanza d’acqua, è una delle aree agricole più produttive d’Italia.
Situata a sud del fiume Po, l’Oltrepò Pavese rappresenta un territorio unico nella morfologia lombarda. Questa stretta fascia pianeggiante si sviluppa poi in colline ondulate e termina con i pendii degli Appennini.
La Lombardia, situata nel nord Italia, è una delle regioni più ricche d’acqua del Paese. Questo patrimonio idrografico abbondante deriva sia dalle numerose sorgenti montane perenni, sia dalle risorgive della pianura padana. Questi elementi fanno sì che la Lombardia sia attraversata da numerosi corsi d’acqua e che ospiti importanti laghi, generando un sistema idrografico complesso e vitale per la regione.
Il principale fiume della Lombardia è il Po, che attraversa la regione per circa metà del suo corso totale. Questo fiume, il più lungo d’Italia, scorre ora lambendo la Lombardia, ora con entrambe le rive in territorio lombardo. Nei pressi di Viadana, in provincia di Mantova, il Po raggiunge la sua massima ampiezza, arrivando a una larghezza di 1500 metri. Il fiume è regolato da argini imponenti, necessari per contenere le sue piene stagionali che spesso innalzano il livello delle acque, diventando una minaccia per le pianure circostanti.
Affluenti principali del Po nella Lombardia sono i fiumi che scendono dall’arco alpino e percorrono l’intera regione. Questi fiumi, tra cui il Ticino, l’Adda, l’Oglio e il Mincio, sono tra i maggiori e più regolari per portata d’acqua in Italia. Il Ticino, che funge sia da immissario che da emissario del Lago Maggiore, ha una portata particolarmente abbondante, la seconda in Italia dopo il Po.
L’Adda è il fiume più lungo che scorre interamente in territorio lombardo, con un percorso di 313 chilometri. Nasce nelle Alpi Retiche, attraversa la Valtellina e si immette nel Lago di Como, per poi uscirne dal ramo di Lecco. Durante il suo percorso, l’Adda riceve le acque di altri fiumi importanti come il Brembo e il Serio, ampliando così il suo volume prima di confluire nel Po. Anche l’Oglio, con i suoi 280 chilometri di lunghezza, rappresenta un fiume significativo per la regione: attraversa la Valcamonica, entra nel Lago d’Iseo e ne esce per proseguire verso la Pianura Padana. Tra i suoi affluenti principali figurano il Mella e il Chiese, che contribuiscono al suo flusso d’acqua.
Il Mincio, emissario del Lago di Garda, è invece più breve, con un percorso di soli 66 chilometri. Nasce dal Garda e scorre verso sud fino a confluire nel Po, rappresentando un’importante via d’acqua per la regione mantovana. Nella zona dell’Oltrepò pavese, infine, scorre la Staffora, un affluente di destra del Po che attraversa un’area collinare e agricola di particolare rilevanza per la viticoltura.
La Lombardia è anche la regione italiana con il maggior numero di laghi prealpini, molti dei quali sono tra i più estesi d’Italia. Il Lago di Como, interamente lombardo e con una superficie di 146 km², è suddiviso in due rami nella parte meridionale, formando i celebri rami di Como e di Lecco. Altri laghi significativi sono il Lago d’Iseo, di 65,3 km², che ospita Montisola, l’isola lacustre più grande e più alta d’Italia, e il piccolo Lago d’Idro, di 10,9 km², originato dal fiume Chiese.
Altri laghi lombardi, pur estendendosi oltre i confini regionali, sono in parte compresi nella Lombardia. Il Lago Maggiore, al confine con il Piemonte e la Svizzera, e il Lago di Garda, che segna il confine con il Veneto, sono i più estesi di questi bacini. Anche il Lago di Lugano, al confine con la Svizzera, appartiene in parte alla Lombardia, completando la serie dei grandi laghi della regione.
Oltre ai laghi maggiori, la Lombardia ospita anche laghi di origine glaciale di minori dimensioni, ma non meno significativi. Alcuni di essi si trovano incastonati tra le colline moreniche che circondano le aree prealpine. Il Lago di Varese, che scarica le sue acque nel Lago Maggiore, e il Lago di Pusiano, situato in Brianza, sono esempi di laghi minori.
Il clima della Lombardia presenta caratteristiche diverse tra le aree di pianura e quelle montuose, influenzato dalla posizione geografica e dalla varietà di ambienti. In pianura, il clima è prevalentemente continentale, con un’elevata escursione termica annuale. In inverno, le temperature medie di gennaio si aggirano intorno a 1 °C, mentre in estate, a luglio, raggiungono circa 24 °C. Tuttavia, all’interno della pianura stessa si osservano variazioni significative tra le diverse zone. Procedendo verso la parte sud-orientale della regione, le temperature estreme, sia estive che invernali, tendono ad accentuarsi. L’estate in pianura è resa ancora più calda dall’elevata umidità, dall’aria stagnante e dai vapori che si accumulano, creando condizioni di afa intensa, che possono rendere l’ambiente poco confortevole. D’inverno, invece, è comune la presenza della nebbia, particolarmente frequente nella bassa pianura, come nelle zone di Mantova e Pavia, a causa dell’abbondanza di acque superficiali e della scarsa ventilazione.
Nelle aree montuose, invece, il clima è tipicamente alpino, caratterizzato da inverni rigidi, con temperature che scendono di diversi gradi sotto lo zero. In queste aree, però, il freddo è spesso meno intenso grazie alla serenità del cielo e alla bassa umidità, che rendono le giornate invernali più sopportabili. In estate, le temperature in montagna restano moderate, con aria fresca e ventilata, garantendo un clima gradevole anche nei mesi più caldi. Nelle vallate alpine soffiano brezze periodiche, e in alcune occasioni arriva il föhn, un vento secco e caldo proveniente dall’Europa continentale, che contribuisce a mantenere l’aria asciutta e talvolta a innalzare temporaneamente le temperature.
Le precipitazioni variano notevolmente in Lombardia, con una distribuzione che dipende molto dalla conformazione geografica. Nella parte sud-orientale della regione, i valori minimi si registrano nella zona di Mantova, con circa 685 mm annui. Salendo verso le zone collinari e montuose, le precipitazioni aumentano progressivamente, fino a raggiungere i 2000 mm nelle aree più elevate. In pianura, i periodi più piovosi sono la primavera e l’autunno, mentre le estati tendono a essere più secche, con piogge occasionali. Nella fascia alpina, invece, le precipitazioni aumentano durante l’estate e spesso si presentano sotto forma di temporali, con rovesci intensi che rinfrescano l’aria e mitigano il calore.
Un’area climatica peculiare della Lombardia è quella dei laghi, come il Lago di Como, il Lago Maggiore e il Lago di Garda. La presenza di queste grandi masse d’acqua esercita un effetto mitigatore sulla temperatura, mantenendo un clima più temperato rispetto alle zone circostanti. In inverno, le temperature medie nei pressi dei laghi raramente scendono sotto i 3-4 °C, riducendo drasticamente il rischio di gelate.
Infine, la nebbia rappresenta un fenomeno climatico distintivo della Lombardia, particolarmente diffuso in pianura durante i mesi invernali. Le giornate di nebbia si concentrano tra dicembre e gennaio, quando le basse temperature e l’alta umidità favoriscono la formazione di dense coltri nebbiose, che possono persistere anche per intere giornate, influenzando la visibilità e contribuendo a rendere il clima invernale della pianura più freddo e umido.
La Lombardia presenta una grande varietà di ambienti naturali, con flora e fauna che variano in base alla temperatura e all’altimetria, dalla pianura alle montagne, fino ai laghi. Originariamente, la pianura lombarda era coperta da foreste e aree paludose, ma l’intensa attività agricola ha quasi completamente trasformato questo ambiente, lasciando pochi frammenti dell’ecosistema originario. Oggi, i boschi si trovano solo in piccole aree residue, come i pianalti ferrettizzati e le golene lungo i fiumi, dove il terreno povero ha impedito un uso agricolo intensivo. In queste zone, prevale il paesaggio della brughiera, caratterizzato dalla presenza di piante come la robinia, il pino silvestre, il castagno e la betulla. Il sottobosco è fitto e popolato da arbusti e piante come il brugo, che dà il nome a questo habitat, la ginestra e diverse specie di felci.
La fascia dei laghi lombardi, grazie al clima mite, permette lo sviluppo di una vegetazione che include anche specie mediterranee. Tra le piante più comuni, si trovano l’agave, l’olivo, il leccio e l’oleandro, che contribuiscono a creare un paesaggio quasi esotico sulle rive dei laghi. In particolare, sulle sponde del Lago di Garda, il clima è talmente favorevole da consentire la coltivazione di agrumi, un fenomeno raro e tipico di quest’area.
Spostandosi verso la montagna, si osservano ampie aree di bosco ceduo, dove predominano specie come il castagno, il carpino, la roverella, il faggio e il nocciolo. Questi alberi formano foreste dense, che forniscono rifugio e risorse per molte specie animali. Salendo di altitudine, le foreste lasciano il posto ai boschi di conifere, che coprono le aree montuose più inaccessibili, mantenendosi abbastanza intatti e preservando l’aspetto naturale del territorio. Sopra i 2000 metri, il clima rigido e le condizioni estreme limitano la crescita delle piante arboree, lasciando spazio a specie cespugliose come il rododendro, l’ontano verde e il ginepro nano, che resistono alle condizioni climatiche più difficili.
La fauna lombarda, un tempo ricca e diversificata, ha subito un significativo impoverimento a causa della pressione umana e della trasformazione degli habitat naturali. In passato, la regione ospitava cervi, orsi, cinghiali, lupi e una varietà di uccelli. Tuttavia, molte di queste specie sono scomparse, e oggi si possono trovare solo nelle riserve protette. I lupi e gli orsi sono completamente assenti, mentre la volpe e l’ermellino sono diventati rari. Tra i mammiferi ancora comuni, si trovano la marmotta e lo scoiattolo, che popolano le aree boschive e montane. Nei laghi della Lombardia, invece, sono presenti diverse specie di pesci d’acqua dolce, tra cui salmerini e coregoni, che contribuiscono a mantenere l’ecosistema acquatico della regione.
Per salvaguardare l’ambiente e le specie in pericolo, in Lombardia sono stati istituiti diversi parchi e riserve naturali. Il Parco Nazionale dello Stelvio, creato negli anni Trenta, copre una parte delle province di Sondrio e Brescia e ha l’obiettivo di preservare un ecosistema alpino di grande valore, permettendo la sopravvivenza di specie animali e vegetali rare. Un altro esempio importante è il Parco Regionale del Ticino, istituito nel 1974, che protegge le rive del fiume Ticino da Sesto Calende a Pavia, un’area di grande biodiversità. Questo parco ha contribuito a risanare l’ambiente fluviale, mantenendo un habitat idoneo per molte specie animali e vegetali e promuovendo la conservazione delle risorse naturali.