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La Campania, con la sua varietà geografica, offre uno spettacolo naturale unico. La parte più interna della regione è caratterizzata da una maestosa catena montuosa: l'Appennino Campano e l'Appennino Lucano. Questi monti si presentano con un aspetto frammentario, formando una successione di massicci più che vere catene.
A nord, il poderoso gruppo del Matese con il Monte Miletto (2050 m) determina chiaramente lo spartiacque appenninico principale in Campania. A sud della Valle del Calore, si susseguono massicci più modesti, come l'isolato Monte Taburno (1393 m) e il Montevergine presso Avellino. I Monti Picentini, con il Monte Cervialto (1809 m) e il monte Polveracchio (1790 m), delineano una ramificazione dell'Appennino che si estende verso il mare con i Monti Lattari, occupando la penisola di Sorrento e l'isola di Capri. La parte orientale della regione è un'ampia zona montuosa, ma meno elevata, continuazione dei rilievi del Sannio che forma l'altipiano dell'Irpinia. Questa area è caratterizzata da terreni argillosi, con infinite ondulazioni, pianori e catene di colline, includendo anche i tratti superiori di alcuni fiumi adriatici come Fortore, Cervaro e Ofanto.
Nella zona dell'Antiappennino, si trovano rilievi vulcanici, come il cono del Roccamonfina (1005 m) al confine laziale, i Campi Flegrei intorno a Napoli e il celebre Vesuvio (1277 m), uno dei pochi vulcani attivi d'Europa. Le aree montuose costituiscono il 34,5% della superficie regionale, mentre i rilievi collinari occupano il 50,9%. La restante parte della Campania è costituita da una serie di pianure, come la Piana del Garigliano, la Pianura Campana del Volturno, e la Piana del Sele o di Pesto, che si affaccia sul golfo di Salerno. La costa campana offre uno spettacolo variegato, con tratti bassi e sabbiosi, splendide grotte e insenature, e panorami mozzafiato lungo la costiera amalfitana e la penisola sorrentina.
La Campania è una regione ricca di acqua, con un reticolo idrografico ben sviluppato. I corsi d'acqua più importanti sono: Volturno: il fiume più lungo dell'Italia meridionale (circa 170 km), nasce dalle Mainarde in Molise e sfocia nel Golfo di Gaeta. Attraversa la piana di Capua e riceve numerosi affluenti, tra cui il Calore Irpino, il Tammaro e il Sabato. Sele: nasce dai Monti Picentini e sfocia nel Golfo di Salerno. Il suo bacino è il secondo più grande della Campania dopo quello del Volturno. Tra i suoi affluenti principali ci sono il Tanagro e il Calore Lucano. Garigliano: segna il confine tra la Campania e il Lazio e sfocia nel Golfo di Gaeta. Nasce dalla confluenza del Liri e del Gari. Ofanto: nasce in Irpinia e sfocia nel Mare Adriatico. È il secondo fiume più lungo della Campania (circa 130 km).
Laghi: Lago di Laceno: situato nell'Appennino campano, è il lago naturale più grande della Campania. Lago di Licola: lago costiero situato a nord di Napoli. Lago Fusaro: lago costiero situato a ovest di Napoli.
La morfologia complessa della Campania crea una varietà climatica notevole nelle diverse zone della regione. Lungo la fascia litoranea, influenzata positivamente dal mare e protetta dalle montagne circostanti, si gode di un clima mite tutto l'anno, con medie invernali di 10 °C e estive di 26 °C. Le condizioni ottimali si riscontrano nel golfo di Napoli e sulle isole, con una media annua di circa 18 °C a Napoli. Muovendosi verso l'interno, il clima diventa più continentale nelle conche intermontane e sui rilievi appenninici, mantenendo inverni non eccessivamente rigidi, tranne a quote elevate. Benevento registra medie invernali di 7 °C e estive di 24 °C, con escursioni termiche più accentuate rispetto alle località costiere. Ad Avellino, le temperature oscillano tra i 6 °C in inverno e i 22 °C in estate, anticipando le condizioni delle zone altimetriche superiori, dove la temperatura annua scende a 9 °C. La disposizione delle catene montuose e la vicinanza al mare influiscono sul regime delle precipitazioni. Lungo le coste, la piovosità è regolare, concentrata soprattutto nei mesi autunnali e invernali (800-1000 mm). L'umidità marina, portata dai venti verso gli Appennini, si condensa causando precipitazioni abbondanti sul versante occidentale (1500 mm annui) e picchi massimi a Montevergine e nel Matese (2200 mm). Nelle conche interne, invece, la piovosità è limitata (600-700 mm all'anno).
La Campania si distingue per la sua eccezionale diversità di associazioni vegetali, strettamente legate sia alle condizioni climatiche che all'altimetria. Lungo la fascia litoranea, la macchia mediterranea predomina grazie alle lunghe estati calde e secche, caratterizzata da formazioni arboree sempreverdi come il leccio, accompagnato da una miriade di specie arbustive e aromatiche come lentisco, corbezzolo, mirto e rosmarino. Il leccio, simbolo distintivo della regione, forma densi boschi con sottobosco fitto di rovi e piante rampicanti. Nelle zone dunose e sulle pendici calcaree, specie erbacee e arbustive cespugliose dominano il paesaggio.
Il territorio campano presenta anche aree limitate con formazioni spontanee di conifere come il pino domestico e marittimo, soprattutto nel Cilento. A quote più elevate, tra i 1000 e i 1500 metri, estese fustaie di faggio caratterizzano la flora montana. Tuttavia, l'opera umana ha influito sulla distribuzione della macchia mediterranea a favore delle colture legnose e dei seminativi.
La fauna selvatica, pur soffrendo per l'alterazione dell'equilibrio ecologico causata da bonifiche e diboscamenti, ospita ancora specie come il lupo e il cinghiale, presenti nelle foreste inaccessibili dell'Appennino e del Cilento. Le pianure del Volturno e del Sele sono popolate da bufali, mentre volpi, faine e lepri rappresentano la fauna dei boschi. La regione è anche ricca di rettili come ramarri, lucertole e vipere, oltre a vari tipi di uccelli stanziali e migratori, con rapaci come falchi, gufi e civette a dominare i cieli campani.