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Lazio


Dati generali

  • Capoluogo del Lazio
  • Roma
  • Capoluoghi di provincia
  • Frosinone (FR), Latina (LT), Rieti (RI), Roma (RM) , Viterbo (VT)
  • Altre città
  • Anzio - Aprilia - Civitavecchia - Fiumicino - Pomezia - Tivoli - Velletri
  • Superficie
  • 17.207 km²
  • popolazione
  • 5.900.000 abitanti circa.
  • densità
  • 342,8 ab./ km²
  • Pil Regionale
  • 200.000 Mln €


Aspetto fisico

L'Appennino Laziale: Confine Orientale della Regione

L'Appennino è la catena montuosa che si estende lungo il confine orientale del Lazio. Qui, i Monti della Laga, i Monti Reatini e i Monti Sabini si alzano, con cime come il Monte Terminillo, che raggiunge i 2.213 metri. Questa zona è caratterizzata da montagne calcaree che danno vita a paesaggi aspri e selvaggi, interrotti da gole profonde e valli ampie, ricche di sorgenti naturali. La gola di Antrodoco, situata nel Reatino, e l'alta valle dell'Aniene, famosa per le sue cascate, rappresentano alcuni dei tratti più spettacolari di questa area.

I Monti Simbruini, con la cima del Monte Viglio (2.156 metri), e i Monti Ernici proseguono verso sud lungo il confine con l'Abruzzo. Questa catena montuosa funge da confine naturale tra il Lazio e le regioni limitrofe, come Abruzzo, Umbria e Marche.

L'Antiappennino Laziale: La Fascia Collinare e Vulcanica

L'Antiappennino laziale occupa una fascia di territorio molto più estesa rispetto all'Appennino e si divide in due sezioni con caratteristiche geologiche distinte. La sezione settentrionale è di origine vulcanica e presenta rilievi che ospitano laghi craterici. I principali gruppi vulcanici sono i Volsini, che circondano il Lago di Bolsena; i Cimini, che raggiungono un'altitudine di 1.053 metri con il Monte Cimino; e i Sabatini, che si estendono verso la costa. Più a sud troviamo i Colli Albani, una serie di colline di modesta altitudine.

Questi rilievi collinari sono costituiti prevalentemente da tufo, una roccia vulcanica tenera che, essendo facilmente erodibile, ha permesso la formazione di vallate e ripiani. Questa parte del Lazio è inoltre caratterizzata dalla presenza di numerosi laghi vulcanici, come il Lago di Bracciano e il Lago di Albano.

La Sezione Meridionale dell'Antiappennino: Montagne Calcaree e Valle della Ciociaria

Nella parte meridionale dell'Antiappennino, il paesaggio cambia radicalmente. Qui, i rilievi sono formati da montagne di roccia calcarea, come i Monti Lepini, Ausoni e Aurunci, che si estendono fino ai confini con la Campania. La natura calcarea di queste montagne permette alle acque piovane di infiltrarsi facilmente nel terreno, per poi riemergere sotto forma di sorgenti. Questa caratteristica ha avuto un forte impatto sulla morfologia della zona, dove, per secoli, le pianure ai piedi delle montagne furono caratterizzate da zone paludose, successivamente bonificate.

Tra i Monti Lepini, Ausoni e Aurunci e la catena appenninica dei Monti Ernici si trova la Valle della Ciociaria, un'ampia area collinare. Il Monte Circeo è un promontorio che si erge lungo la costa tirrenica.

Le Pianure Alluvionali: Dalla Maremma Laziale all'Agro Pontino

Tra i rilievi dell'Antiappennino e la costa tirrenica si estende una serie di pianure alluvionali che variano per ampiezza e aspetto. Queste pianure non sono mai perfettamente piatte, ma presentano una lieve ondulazione che riflette la loro origine sedimentaria. Nella parte settentrionale del Lazio si trova la Maremma laziale, una prosecuzione della Maremma toscana, caratterizzata da vaste aree pianeggianti un tempo dominate da paludi.

La pianura più vasta è quella che circonda l'area deltizia del Tevere, nota come Campagna Romana. Più a sud troviamo l'Agro Pontino, una delle più celebri aree di bonifica del Lazio, oggi caratterizzata da una fitta rete di canali di scolo.

La piana di Fondi, una piccola pianura incastonata tra i Monti Aurunci e Ausoni, si distingue per la sua fertilità e per le sue caratteristiche uniche, mentre la fascia costiera che circonda queste pianure è spesso delimitata da dune sabbiose, che talvolta formano lagune e specchi d'acqua.

La Costa Laziale: Dune, Promontori e Isole Ponziane

Il litorale del Lazio è generalmente basso e sabbioso, con una serie di insenature ampie ma poco profonde. La costa è dominata da cinque grandi falcature, delimitate da promontori poco pronunciati, ad eccezione del promontorio del Circeo, che rappresenta uno dei pochi tratti rocciosi. Questo promontorio è situato a sud di Roma. Le isole Ponziane, sono un piccolo arcipelago di origine vulcanica amministrativamente parte del Lazio. Le isole Ponziane sono composte da due gruppi principali: il primo comprende Ponza, Gavi, Zannone e Palmarola, mentre il secondo include Ventotène e Santo Stefano.

Idrografia

L'Idrografia del Lazio rappresenta una notevole complessità, caratterizzata dalla presenza di una rete di fiumi, torrenti e laghi. La maggior parte dei fiumi che attraversano la regione ha origine nei territori limitrofi e, dopo aver disegnato il panorama laziali con il loro percorso, termina in altre regioni. Questi corsi d'acqua, in particolare quelli montani, creano scenari imponenti con gole strette, profonde e cascate. Il fiume principale del Lazio è il Tevere, che con i suoi 405 chilometri, rappresenta il fiume più lungo della penisola italiana e il secondo per l'estensione del bacino imbrifero. Quest'ultimo copre una superficie di 17.169 chilometri quadrati. Il Tevere percorre gli ultimi 200 chilometri del suo corso nel Lazio, dove offre un'importante portata grazie al contributo del fiume Nera. Si dirige verso sud-ovest, attraversando Roma e sfociando nel mar Tirreno. Il suo delta, suddiviso nei due rami di Fiumara e Fiumicino. L'Aniene, uno degli affluenti del Tevere, riveste un ruolo importante nell'idrografia del Lazio. Nasce dai Monti Simbruini, attraversa le cascate di Tivoli e la Campagna Romana, per poi unirsi al Tevere a nord di Roma.

Altri fiumi rilevanti del Lazio, come la Fiora, il Salto, il Turano e il Liri, hanno origine in regioni confinanti. Il Lazio è arricchito anche da numerosi laghi, la maggior parte dei quali di origine vulcanica. Il Lago di Bolsena, situato tra i Monti Volsini, è il quinto lago più grande d'Italia. Altri laghi importanti sono il Lago di Vico e il Lago di Bracciano, quest'ultimo rappresentando una delle principali riserve d’acqua potabile per Roma. I laghi di Albano e Nemi, situati nei Colli Albani. I laghi costieri, un tempo numerosi, sono oggi ridotti a causa dell'erosione costiera e dell’azione antropica. I laghi di Fogliano e di Fondi, i più estesi tra i restanti.

Clima

Il clima del Lazio è generalmente temperato, ma presenta caratteristiche differenti a seconda della latitudine e della distanza dal mare. È possibile distinguere tre principali aree climatiche nella regione, ognuna con particolarità specifiche dovute alla morfologia e alla posizione geografica.

La fascia costiera è influenzata dalla vicinanza al mar Tirreno, che mitiga le temperature in ogni stagione. Gli inverni lungo la costa sono miti, con temperature che si mantengono attorno ai 10 °C, mentre le estati, pur calde, non raggiungono mai picchi eccessivi, con valori medi di 24-25 °C. Questa zona è caratterizzata da una piovosità moderata e una presenza costante di venti marini, che contribuiscono a mantenere l’umidità dell’aria e a ridurre le escursioni termiche tra il giorno e la notte.

Procedendo verso l’interno, lungo le valli del Liri-Garigliano e del Tevere e sulle colline, il clima si fa leggermente più rigido rispetto alla costa, sebbene gli effetti mitigatori del mare si facciano ancora sentire. Gli inverni sono più freddi, con temperature che scendono in modo più marcato rispetto alla fascia costiera, mentre le estati sono calde ma temperate dalla circolazione delle brezze. In queste zone, la piovosità aumenta, in particolare nei mesi autunnali, quando le precipitazioni risultano più intense rispetto alla costa.

La zona appenninica e subappenninica, che si estende lungo il confine orientale del Lazio, è caratterizzata da un clima decisamente continentale. Qui le temperature subiscono notevoli variazioni stagionali, con inverni freddi e nevosi e estati fresche. Le temperature invernali possono scendere ben al di sotto dello zero, soprattutto nelle altitudini superiori ai 1.500 metri, dove sono frequenti le nevicate. A queste altitudini, la piovosità è particolarmente elevata, con valori che raggiungono i 2.000 mm all’anno.

Nei mesi invernali, la regione interna del Lazio è interessata da venti freddi e asciutti provenienti da nord e nord-est, che accentuano la percezione del freddo nelle aree montane e collinari. In primavera ed estate, invece, le brezze marine provenienti da ovest e il ponentino da sud aiutano a mitigare le temperature nelle aree più vicine al mare, favorendo una gradevole circolazione d’aria che rende il clima più piacevole, anche nelle giornate più calde.

Roma, situata nella zona centro-occidentale della regione, presenta un clima caratteristico e leggermente differente rispetto alle altre aree. La capitale registra in media 80 giorni di pioggia all’anno, con un picco delle precipitazioni nei mesi autunnali, da ottobre a dicembre, quando l’accumulo di pioggia raggiunge i livelli massimi. Durante i mesi estivi, specialmente a luglio e agosto, si osserva un minimo accentuato delle precipitazioni, e il clima si fa caldo e secco, sebbene i venti occidentali contribuiscano a rendere le temperature più sopportabili. Il clima di Roma è dunque tipico delle aree mediterranee interne, con inverni miti e relativamente umidi e estati calde ma asciutte.

Flora e fauna

Il Lazio offre un patrimonio naturale ricco e variegato, sebbene in gran parte trasformato e impoverito rispetto al passato. Lungo la fascia litoranea, la macchia mediterranea domina il paesaggio, caratterizzata da imponenti lecci, piante a graminacee e i tipici pini domestici che svettano tra la vegetazione. Questa zona è habitat per molte specie di flora e fauna, adattate a condizioni costiere. Allontanandosi dal mare e addentrandosi nell’entroterra, la vegetazione della macchia mediterranea cede il posto a una foresta decidua. Qui si trovano farnetti, farnie e roverelle, che offrono riparo a una fauna composta da volpi, tassi, cinghiali e cervi. In alcune aree sono ancora presenti specie rare come le martore, il gatto selvatico, il nibbio bruno e il gufo reale.

Spostandosi verso le zone appenniniche, la vegetazione si adatta all’ambiente montano e calcareo. Nelle quote inferiori sono presenti boschi di roverella e castagni, mentre salendo di altitudine, le faggete dominano il paesaggio, spesso popolate da grandi esemplari di tassi e agrifogli. La fauna qui è caratteristica dell’Appennino, con la presenza di lupi e aquile reali, anche se in numero sempre più limitato.

Il Parco Nazionale del Circeo, i Monti della Tolfa e alcune aree dell’alto Lazio offrono ancora panorami incontaminati, mantenendo una biodiversità ricca. Tuttavia, molte altre aree del Lazio hanno subito un grave degrado ambientale, dovuto a una crescita urbana e industriale incontrollata, con esempi di lottizzazioni selvagge, devastazioni delle pinete e degrado delle periferie romane.


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