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L'Abruzzo, situato nell'Italia centrale, è una regione di straordinaria diversità geografica, che spazia dalle imponenti vette appenniniche alle colline che si affacciano sull'Adriatico. Questo territorio, incastonato tra le Marche a nord e il Molise a sud, confina a ovest con il Lazio e si estende fino al mare a est, offrendo un paesaggio unico nel suo genere.
L'Abruzzo è dominato dall'Appennino centrale, che in questa regione assume caratteristiche quasi alpine. Al confine con il Lazio si ergono i Monti Simbruini, una catena montuosa ricca di boschi e fauna selvatica. Qui si trova la Val Roveto, una valle fertile costellata di uliveti, e l’alta Val di Sangro, sede del celebre Parco Nazionale d’Abruzzo.
Procedendo verso est, la catena montuosa centrale si arricchisce di vette maestose come il Monte Velino (2.487 metri) e il Monte Sirente (2.439 metri). Alla fine di questa catena si estende il Piano delle Cinquemiglia, un altopiano di grande bellezza.
La sezione orientale dell’Abruzzo ospita il massiccio del Gran Sasso, il tetto dell'Appennino, con il Corno Grande che raggiunge i 2.914 metri. A nord, i Monti della Laga segnano il confine con le Marche e il Lazio, caratterizzati da rilievi aspri e vallate.
Un tempo occupata da un lago, la Conca del Fucino rappresenta un esempio straordinario di trasformazione antropica del territorio. Grazie a imponenti opere di bonifica, quest’area è oggi una delle pianure più fertili dell’Abruzzo.
A sud della Conca del Fucino si trova Campo Imperatore, un vasto altopiano ai piedi del Gran Sasso, spesso definito il "Piccolo Tibet" per il suo aspetto arido e incontaminato. La Valle Peligna, nota anche come Conca di Sulmona, è un’altra importante depressione della regione.
A sud-est del Gran Sasso si erge il gruppo della Maiella, dominato dal Monte Amaro, la seconda vetta più alta dell'Appennino con i suoi 2.795 metri. La Maiella è celebre per la sua flora e fauna uniche. Ai piedi della Maiella, i Monti del Morrone offrono paesaggi altrettanto suggestivi.
La parte orientale dell’Abruzzo, conosciuta come Abruzzo esterno, è caratterizzata da dolci colline che degradano verso il mare. Questi rilievi, composti prevalentemente da terreni sabbiosi e argillosi, sono separati da valli fertili attraversate da numerosi fiumi.
La costa abruzzese, lunga circa 130 chilometri, si estende dal fiume Tronto a nord al fiume Trigno a sud. Si tratta di una fascia pianeggiante composta da spiagge sabbiose e tratti collinari che si affacciano direttamente sull'Adriatico.
Le valli dell'Abruzzo interno hanno andamento parallelo alla costa; quelle che solcano la fascia collinare verso l'Adriatico hanno direzione trasversale. Per questo i fiumi scorrono in genere dapprima da nord a sud, poi ripiegano bruscamente verso est. Nell'alto corso hanno forte pendenza e ricevono un ricco apporto, oltre che dalle fonti naturali, anche dalle sorgenti che scaturiscono ai piedi dei massicci di natura calcarea, dai quali fuoriescono le acque piovane facilmente assorbite dalle rocce; pertanto essi alimentano nelle alte valli numerosi centrali idroelettriche tanto da fornire energia anche al vicino Lazio. Il Tronto (km 93) nasce sui monti della Laga, ha l'alto corso nel Lazio, poi entra nelle Marche e infine segna il confine tra questa regione e l'Abruzzo. Dagli stessi monti nasce anche Vaterno che, dopo aver percorso la Conca dell'Aquila, scorre in una valle trasversale con il nome di Pescara e raggiunge l'Adriatico dopo 145 Km. Il Sangro nasce dai monti della Marsica che si affacciano alla conca del Fucino, segna per breve tratto il confine con il Molise e infine si getta nell'Adriatico, dopo un percorso di 117 Km. Tra i fiumi minori della regione ricordiamo il Vomano e il Trigno, quest'ultimo al confine molisano. Hanno le sorgenti nell'Abruzzo alcuni fiumi che scendono al Tirreno; i più noti sono il Salto e il Liri.
IL FUCINO LAGO SCOMPARSO. Qual è il terzo lago italiano? Il Lago di Como, naturalmente. Bisognerebbe però aggiungere: oggi è il Lago di Como, perché fino a un secolo fa il terzo lago italiano era nell'Abruzzo. Si trattava esattamente del Lago Fucino, che nel secolo scorso misurava un massimo di 166 chilometri quadrati (Lago di Como kmq 146), era lungo km 19 e profondo m 22. Questo grande lago, fin dai tempi di Roma antica, con le sue inondazioni periodiche rappresentava un pericolo per i villaggi e le zone costiere. Perciò l'imperatore Claudio fece iniziare grandiosi lavori per svuotarlo, scaricando le sue acque nel fiume Liri per mezzo di una galleria sotterranea. Altri tentativi, regolarmente falliti, compirono Troiano e Adriano. Da allora, la storia del Fucino fu un susseguirsi di vani tentativi di svuotamento. Finalmente, verso il 1850, il Fucino trovò il suo grande nemico, il duca Alessandro Torlonia. Egli impegnò nella lotta tutte le sue sostanze e rimase proverbiale il suo motto: « O io asciugo il Fucino o il Fucino asciuga me ». Il duca asciugò il Fucino: dopo anni di lavori, il 30 giugno 1875 il lago era completamente prosciugato. Si ottennero così 165 chilometri quadrati di terreno fertilissimo, dopo la bonifica. Oggi la conca del Fucino è florida, con centinaia di case coloniche, poderi, strade. L'Abruzzo non deve rimpiangere di avere perduto il terzo lago italiano.
L'Abruzzo, con la sua complessa morfologia, presenta una straordinaria varietà climatica. La fascia costiera beneficia di un clima mite di tipo mediterraneo, con temperature medie annuali comprese tra i 12 e i 16 °C, caratterizzate da inverni moderati ed estati calde ma temperate dalla brezza marina. Le precipitazioni in quest'area sono generalmente limitate, con valori annui tra i 600 e gli 800 mm, spesso concentrate nei mesi autunnali e invernali.
Procedendo verso l'interno, il clima diventa progressivamente più continentale. Nelle conche interne e nelle valli appenniniche, le temperature medie scendono fino a 8 °C, con inverni rigidi e spesso caratterizzati da gelate. Le precipitazioni, benché contenute rispetto alle aree montuose, possono presentare una certa irregolarità, influenzando le attività agricole e la vegetazione locale.
Le montagne abruzzesi, vero cuore della regione, ospitano un clima tipicamente alpino a partire dalle quote più elevate. Qui, le precipitazioni aumentano significativamente, superando spesso i 1.500 mm annui, con abbondanti nevicate durante la stagione invernale.
L'Abruzzo, cuore verde d'Italia, è una regione dalla straordinaria varietà di flora e fauna, caratterizzata da un mosaico di ambienti che spaziano dalla fascia litoranea alle vette appenniniche. La fascia costiera, prevalentemente antropizzata e coltivata, conserva frammenti di vegetazione spontanea, con pinete costiere che spesso derivano da interventi di rimboschimento. Nei terreni argillosi dei calanchi si sviluppano piante psammofile, mentre le valli interne, soprattutto verso il confine con il Molise, ospitano un'insolita presenza di macchia mediterranea, rara per il litorale adriatico.
A media altitudine, i boschi misti di latifoglie si alternano a coltivazioni di mandorli, mentre i castagneti, meno frequenti di quanto ci si aspetterebbe, convivono con prati e pascoli nelle aree più alte. Salendo verso le montagne, il paesaggio si trasforma con estesi boschi di cerro e, oltre i 1.600 metri, dominano le maestose faggete. Qui l'abete bianco, un tempo diffuso, è oggi raro, sostituito in quota da praterie alpine e piante adattate ai climi estremi, come il pino mugo, il ginepro e il mirtillo.
Fiore all’occhiello della biodiversità regionale è il Parco Nazionale d’Abruzzo, un santuario per numerose specie animali e vegetali. Tra i mammiferi spicca l'orso bruno marsicano, simbolo del parco, accompagnato da lupi, caprioli e camosci. La presenza di piccoli carnivori come faine, martore e tassi arricchisce ulteriormente il panorama faunistico. Nel cielo si possono osservare rapaci maestosi, tra cui l’aquila reale, il gufo reale e la poiana.